5 domande più frequenti sul pellet (e le relative risposte)

5 domande più frequenti sul pellet che tutti, almeno una volta, ci siamo fatti, e le relative risposte

Ogni argomento ha delle domande più frequenti che hanno bisogno di una risposta. Ce le poniamo per tranquillizzarci e capire al meglio il settore su cui ci stiamo affacciando, magari per la prima volta. È così anche per il pellet!

Vediamo insieme allora le risposte ai quesiti più diffusi tra chi utilizza già questo prodotto e chi, invece, è in procinto di farlo.

1 Di che cosa è fatto il Pellet?

Una delle domande più frequenti che si pone chi si affaccia per la prima volta nel settore del pellet è di che cosa siano fatti quei piccoli cilindretti. Il pellet è un biocombustibile addensato, realizzato con residui forestali, o scarti non trattati, provenienti dalle segherie. È un prodotto biologico, privo di additivi o leganti chimici.

2 Cosa tiene insieme la segatura?

Se è privo di colle e leganti chimici, allora cosa tiene unita la segatura? La risposta è molto semplice.

Il legno, possiede al suo interno una sostanza, la lignina, un polimero organico. Durante la fase di pressatura, la lignina si trasforma in collante naturale, rivestendo le fibre di cellulosa. È questo che determina la compattezza del prodotto. Un risultato ottenuto senza additivi chimici o colle.

3 Chiaro, scuro, di legno: che differenze ci sono tra i vari pellet?

Esistono diverse tipologie di pellet. La prima grande differenza riguarda la materia prima con cui sono realizzati i cilindretti. I pellet di legno sono i più diffusi, ma esistono anche altri prodotti creati con scarti di cereali e gusci.

Un’ulteriore differenziazione, poi, è da farsi tra i pellet realizzati con legno vergine. Esiste il prodotto di conifera, essenza dolce, più calda e semplice da accendere, e quello di latifoglie, che brucia con maggiore difficoltà ma dura di più.

Più che il tipo di legno, però, è importante valutare i diversi parametri in etichetta, che la dicono lunga sul processo di lavorazione, essenziale per la resa finale del combustibile.

4 Domande più frequenti: ecco la più importante

Una delle domande più frequenti, anche di chi già adopera pellet, è come riconoscere quello migliore, per evitare brutte sorprese.

Innanzitutto, va detto che un pellet certificato dà molte più garanzie di uno che non lo è. La filiera di produzione è controllata e le materie prime devono rispondere a degli standard qualitativi elevati e specifici.

Oltre alla certificazione, un altro modo per riconoscere un buon pellet è prestare attenzione alle schede tecniche. Umidità, residuo di ceneri, durabilità e potere calorifico sono parametri molto importanti. Imparare a interpretarli è semplicissimo e ci consente di capire la resa che il prodotto avrà una volta bruciato. Infine, potete effettuare degli esperimenti (come l’esperimento del bicchiere di acqua) per verificare la presenza di leganti chimici o semplicemente acquistare un campione e vedere “dal vivo” come e quanto brucia.

Se volete approfondire l’argomento, potete scaricare il nostro ebook gratuito: “7 consigli per riconoscere il pellet di qualità”.

5 Come migliorare la resa del prodotto?

Semplice! Prestando molta attenzione ai parametri impostati sull’apparecchio e scegliendo prodotti altamente performanti! Oltre, naturalmente, cercando di effettuare la corretta manutenzione delle vostre stufe o caldaie a pellet!