In futuro il pellet sarà ricavato da birra e fondi di caffè?

Il pellet di legno è destinato a scomparire? Sul mercato si fanno largo nuove soluzioni, realizzate a partire da fondi di caffè e birra. Vediamole insieme

Pellet realizzato con materiali di scarto, diversi dal legno. È questa la nuova frontiera dei biocombustibili? Non sappiamo in quanto tempo i vari progetti avviati produrranno risultati apprezzabili, ma le soluzioni sono veramente interessanti. Come il pellet prodotto a partire dai fondi di caffè e quello creato dalla birra.

Fondi di caffè migliori e più caldi del legno?

Non sembrerebbe, ma i fondi di caffè sono uno dei più preziosi materiali di scarto impiegati in progetti di riciclo. Anche per la produzione di pellet.

In questa direzione vanno ad esempio gli sforzi di un’azienda friulana, la Cattelan Distributori Automatici (CDA), che ha avviato un progetto in collaborazione con l’Università di Udine per convertire i fondi di caffè in pellet e fertilizzante.

Durante i lavori, è emerso che i fondi di caffè sono una materia prima perfetta per produrre pellet. Non contengono metalli pesanti e il loro potere calorifico sembra essere leggermente più alto di quello del legno.

Per ora, fanno sapere dall’azienda, il progetto è in fase di studio.

Ma non solo pellet. Un team di ricercatori dell’University of Cincinnati, infatti, è riuscito a estrarre dai fondi di caffè dell’olio, poi convertito in biodiesel. Il prodotto ricavato ha mostrato una combustione più pulita del carburante derivato dal petrolio, emettendo meno anidride carbonica, idrocarburi e particolato. E soddisfacendo anche gli standard internazionali dei combustibili.

Pellet dalla birra

Ma non solo fondi di caffè.

Il Crea, nell’ambito delle attività del progetto Birraverde della Rete Rurale Nazionale, ha messo a punto una soluzione per creare pellet e carbone vegetale con gli scarti della lavorazione della birra.

I ricercatori, applicando un modello di economia circolare, sono riusciti a riutilizzare circa il 90% degli scarti tra i quali trebbie, lieviti esausti e acque di processo. Sono proprio le trebbie che, da un punto di vista energetico, una volta essiccate, possono essere trasformate in pellet.

Gli studiosi hanno sottoposto dei campioni di trebbie prodotti da alcuni birrifici artigianali del Lazio ad analisi chimica. L’obiettivo era valutarne il potere calorifico e il contenuto in ceneri. I risultati ottenuti hanno confermato l’idoneità del prodotto alla combustione, grazie agli alti contenuti di carbonio e idrogeno.

In una nota, il CREA ha inoltre sottolineato i vantaggi di adottare questa tecnologia nei microbirrifici. I produttori di birra artigianale possono infatti risparmiare sui costi del pellet. Benefici economici che si presentano anche quando l’impianto è utilizzato solo 160 ore all’anno.

Per il momento si tratta solo di progetti, quindi, almeno nel futuro immediato, sembra difficile che fondi di caffè e birra possano conquistare il mercato delle energie rinnovabili. I tentativi in questa direzione sono comunque incoraggianti. Non rimane che monitorarne i risultati e affidarsi al pellet di qualità presente sul mercato, come YellowPine PelletPlus, che migliora l’efficienza della tua stufa, grazie al suo alto potere calorifico e il basso residuo di ceneri.