Storia del pellet: da mangime a biocombustibile per stufe e caldaie

Storia del pellet: com’è nata l’idea di trasformare le biomasse in combustibili economici e sostenibili

Vi siete mai chiesti da dove nasce la storia del pellet? Ecco come i residui di scarto della lavorazione del legno sono diventati uno dei combustibili maggiormente adoperati dalle famiglie. Anche quelle italiane.

Un mercato in crescita

Nel 2016, il mercato del pellet in Europa ha raggiunto un valore di 19 milioni di tonnellate all’anno.

Complici gli incentivi e la convenienza del combustibile, ormai, il riscaldamento a pellet è una soluzione scelta da un numero sempre maggiore di famiglie. Secondo il Ministero per lo Sviluppo Economico, nel 2016, la fonte rinnovabile di gran lunga più importante per la produzione di energia termica sono state le bioenergie e in particolare le biomasse solide (legna da ardere, pellet).

Ma come nasce il pellet? Qual è la sua storia?

La storia del combustibile ricavato dagli scarti di lavorazione del legno

La storia del pellet e il suo utilizzo nel settore delle energie alternative, si collocano tra gli anni ’70 e i primi anni ’80.

La crisi energetica mondiale degli anni ’70, infatti, spinge la ricerca tecnologica a cercare nuove fonti alternative. Il pellet cambia così la sua funzione. Dal settore della mangimistica, la sua produzione evolve, per essere adattata al settore delle energie rinnovabili.

Nei primi anni ’80, negli Stati Uniti e in Canada, nascono i primi insediamenti industriali per la produzione e utilizzo di pellet a scopi energetici.

In Europa, e di conseguenza in Italia, la produzione e l’utilizzo del pellet per il riscaldamento ha una storia molto più recente. Basti pensare che 10-15 anni fa, il pellet costituiva ancora un mercato di nicchia.

Oggi, è invece considerata una soluzione economica, sicura ed ecologica. E alla portata di tutti. Rispetto alla legna, inoltre, il pellet ha delle caratteristiche che lo rendono di gran lunga più performante e sostenibile. Oltre a una semplicità di utilizzo e di stoccaggio decisamente maggiore.

Il pellet è:

  • economico perché una stufa a pellet riscalda molto e consuma poco. Grazie alle caratteristiche intrinseche del prodotto, ma anche alla convenienza rispetto ai prezzi di gasolio e metano.
  • sicuro ed ecologico perché è ricavato dagli scarti di lavorazione del legno. Bruciando, produce emissioni inferiori rispetto a quelle prodotte dalla legna e le sue ceneri possono essere riutilizzate come fertilizzante.
  • pratico, perché lo stoccaggio e l’approvvigionamento dei sacchi di pellet è molto più semplice da gestire e organizzare.

A patto, naturalmente, che si stia parlando di prodotti di qualità, sicuri e accuratamente selezionati. Come i prodotti PelletPlus!