I vantaggi di un forno a pellet

Forno a pellet: è sicuro? Cos’ha di diverso rispetto alle altre tipologie comunemente adoperate? Ecco alcune risposte

Forno a pellet: conviene davvero? Cerchiamo di fare chiarezza e di capire quanto questa nuova soluzione convenga e se il pellet sia o meno un combustibile sicuro anche per la produzione di generi alimentari.

L’Italia è uno dei maggiori importatori di pellet. Generalmente, importiamo biocombustibile già confezionato dall’Austria, dalla Slovenia e dalla Romania. I principali consumatori sono i privati, che acquistano soprattutto per riscaldare le proprie case. Seguono poi, in misura minore, le pizzerie e i panifici che alimentano i forni con questo prodotto.

La ragione che spinge all’acquisto è spesso la possibilità di regolare la temperatura in maniera semplice, anche grazie alla tecnologia tipica dei nuovi bruciatori immessi sul mercato.

Il forno a pellet, poi, consente di realizzare prodotti che hanno esattamente lo stesso sapore di quelli cotti nei tradizionali forni a legna.

In alcuni casi, questi apparecchi sostituiscono gli impianti a gas e gasolio: una soluzione che raddoppia i benefici, perché aumenta la qualità gastronomica del prodotto finale. Non solo: c’è anche un effettivo risparmio economico rispetto ai combustibili fossili.

E il pellet adoperato?

Per gli impianti di riscaldamento, in Italia è in vigore il sistema di certificazione ENplus. Il pellet e la legna adoperati per la cottura dei cibi, invece, devono rispondere ai Regolamenti Ce nn. 178/2002 e 852, 853, 854 e 882/2004.

Vantaggi di un forno a pellet

Il primo vantaggio tangibile è la riduzione dei consumi. Il guadagno dipende però da vari fattori. Si stima, comunque, che la spesa a fine mese potrebbe diminuire anche del 50-70%.

Utilizzando un forno a pellet si brucia a tutti gli effetti legna, uno dei combustibili da sempre adoperato per cuocere il pane. Inoltre, gli attuali forni a pellet sono progettati in maniera tale da produrre pochissimo fumo e fuliggine. Pur mantenendo un’elevata resa calorica, superiore ai ceppi di legna.

Adoperare pellet come combustibile, in questo caso, consente inoltre di avere una gestione della fiamma facilitata.

Il caricamento manuale della legna è sostituito dal caricamento di pellet all’accensione dei forni e, in caso di funzionamento prolungato, nel corso della giornata. Il resto è tutto automatico. È il bruciatore stesso che dosa il pellet necessario a raggiungere la fiamma desiderata, consumando solo il prodotto che effettivamente serve. Nessun contatto manuale con il combustibile è richiesto.

Il pellet è fornito in sacchi, che occupano meno spazio della legna.

Si può convertire un forno a legna in uno a pellet?

È preferibile di no. La conversione di un forno convenzionale in uno a pellet, infatti, potrebbe portare alla creazione di problematiche future, come la riduzione dell’efficienza e maggiori costi di manutenzione.

Attaccare un bruciatore in un forno a legna, infatti, potrebbe portare a produrre maggiori residui e incrostazioni.

I forni a pellet, infine, sono progettati tenendo conto delle caratteristiche della combustione del pellet. Questo li rende più facili da pulire: bastano pochi minuti al giorno. Ancora meglio se il pellet adoperato è pellet di qualità, capace di produrre bassissimi residui di cenere.